Medicina termale, FoRST: "Una risorsa strategica per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale"
Al CNR di Roma il convegno "Medicina termale nel SSN: dalla ricerca nuove evidenze per prevenzione, cura e riabilitazione"
Roma, 1° luglio 2026 – La medicina termale può diventare uno degli strumenti strategici per affrontare le grandi sfide del Servizio Sanitario Nazionale: dall'invecchiamento della popolazione all'aumento delle patologie croniche, dalla crescente domanda di riabilitazione al rafforzamento dell'assistenza territoriale. È il messaggio emerso dal convegno "Medicina termale nel SSN. Il contributo della ricerca tra prevenzione, cura e riabilitazione", promosso dalla Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale (FoRST) e che ha riunito a Roma, nella sede del CNR, rappresentanti istituzionali, esperti, medici e ricercatori.
Ad aprire i lavori, dopo i saluti istituzionali del Presidente del CNR Andrea Lenzi, del Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, del Presidente del Consiglio Superiore di Sanità Alberto Siracusano e del Presidente di Federterme Renzo Iorio, è stata la Presidente di FoRST Marina Lalli.
Nel corso dell'incontro è stato evidenziato come la ricerca scientifica abbia consolidato negli ultimi anni un corpus sempre più solido di evidenze sull'efficacia delle cure termali in numerosi ambiti clinici, dall'otorinolaringoiatria alla reumatologia, dalla medicina fisica e riabilitativa alla prevenzione. Un patrimonio di conoscenze che rafforza il ruolo della medicina termale come componente qualificata dell'offerta sanitaria pubblica.
Tra i momenti più significativi del convegno, la lectio magistralis del Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, che ha sottolineato come la medicina termale debba essere considerata parte integrante dei percorsi di prevenzione, cura e recupero funzionale, sostenuta da evidenze scientifiche sempre più robuste.
Il confronto, proseguito con una Tavola rotonda che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle principali società scientifiche, delle istituzioni sanitarie e del mondo accademico, tra i quali: Filippo Anelli, Michele Barbara, Lucia Bramante, Maria Grazia Ferrucci, Giovanni Iolascon, Vito Montanaro, Marco Vitale e Matteo Vitali, ha ribadito la necessità di rafforzare la ricerca clinica e traslazionale, promuovere studi multicentrici e favorire una maggiore integrazione delle cure termali nei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) e nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Particolare attenzione è stata dedicata al contributo della medicina termale nella gestione delle patologie croniche, delle malattie respiratorie e reumatologiche e nella riabilitazione motoria e respiratoria. Gli esperti hanno evidenziato come un utilizzo appropriato delle cure termali possa contribuire a ridurre le riacutizzazioni, migliorare il recupero funzionale e la qualità della vita dei pazienti, contenendo al tempo stesso il ricorso a farmaci e ricoveri ospedalieri.
Nel dibattito è emerso, inoltre, il valore delle strutture termali come presidio della sanità territoriale, grazie alle competenze professionali e alle infrastrutture già presenti sul territorio, che potrebbero contribuire a rispondere alla crescente domanda di prestazioni riabilitative.
Ampio spazio è stato dedicato anche ai temi della qualità, della sicurezza e della governance del settore, con la proposta di rafforzare il ruolo dei direttori sanitari degli stabilimenti termali e sviluppare linee guida e percorsi formativi condivisi per garantire standard omogenei a livello nazionale.
“La medicina termale rappresenta oggi una risorsa sanitaria rilevante per il Servizio Sanitario Nazionale nell'ambito della prevenzione, della gestione delle patologie croniche, della riabilitazione e dell'invecchiamento attivo», ha dichiarato la Presidente di FoRST, Marina Lalli. “Per valorizzarne appieno il potenziale è necessario continuare a investire nella ricerca scientifica, definire con chiarezza gli ambiti di appropriatezza clinica e favorirne una piena integrazione nei modelli organizzativi della sanità territoriale. La prevenzione svolta in ambito termale non è un costo, ma un investimento: ogni patologia evitata o intercettata precocemente significa meno ricoveri, meno complicanze e un utilizzo più efficiente delle risorse pubbliche”.
L'iniziativa ha confermato il valore del dialogo tra ricerca, istituzioni e professionisti sanitari quale elemento essenziale per consolidare il ruolo della medicina termale nel Servizio Sanitario Nazionale, promuovendo un modello di assistenza sempre più orientato alla prevenzione, alla continuità delle cure e alla riabilitazione.
La Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale continuerà a sostenere lo sviluppo di studi e progetti di ricerca finalizzati a produrre nuove evidenze scientifiche e a favorire l'innovazione nel settore, contribuendo alla crescita di una medicina termale moderna, basata sulle prove di efficacia e pienamente integrata nelle strategie di salute pubblica.
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