1. Che cos’è la
Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale?
È un’agenzia di finanziamento della ricerca scientifica. È indipendente,
non ha fini di lucro ed è riconosciuta dallo Stato.
E’ specificamente dedicata alla promozione della ricerca nel campo
della medicina termale.
Non esiste, in Europa, un’istituzione analoga con queste specificità: è un
patrimonio unico, e tutto italiano.
2. Come promuove la ricerca?
Finanziandola. La Fondazione ha un fondo, un “salvadanaio” che
serve per sostenere i progetti di ricerca che vengono proposti mediante
una metodologia internazionalmente riconosciuta. Tali finanziamenti,
che coprono fino al 60% dei costi delle ricerche che vengono presentate
e accettate dalla Fondazione, sono erogati attraverso dei bandi di ricerca,
che sono gli strumenti che i ricercatori di tutto il mondo hanno per
concorrere a ottenere i suoi fondi.
Con i bandi, la Fondazione comunica pubblicamente alla comunità scientifica
che ha stanziato una cifra per supportare le ricerche su determinati
argomenti nel campo della medicina termale, che la Fondazione stessa
decide. Ad oggi, la Fondazione ha lanciato due bandi di ricerca e finanziato
29 progetti.
3. I medici e le Istituzioni
(ospedali, università, gruppi di ricerca) che vogliono ottenere
i fondi, cosa devono fare?
I gruppi di ricerca, italiani e non, nella più assoluta libertà,
possono proporre le loro ricerche nel campo del termalismo, accedendo
al sito della Fondazione. Il proponente del progetto si registra, scarica
dal sito la modulistica predisposta per la partecipazione, la compila,
aggiunge i curricula del suo gruppo di lavoro, presenta il progetto in
tutti i suoi dettagli.
4. Chi decide quali ricerche
vanno finanziate?
La Fondazione, nel vagliare le ricerche presentate, si comporta come
le più autorevoli riviste scientifiche internazionali, quali il New
England Journal of Medicine o Lancet. Ha un sistema di “referaggio” (cioè giudicante
e di selezione delle ricerche) anonimo composto da un pool di esperti
internazionali che vengono interpellati di volta in volta in base alla
loro specializzazione (referees di otorinolaringoiatria, se il progetto
presentato riguarda questa branca della medicina termale, quelli di ginecologia,
di pneumologia, etc.).
I giudizi di questi esperti tengono conto di parametri quali l’autorevolezza
scientifica del proponente, la fattibilità del progetto, la congruità dei
costi e delle attrezzature che verranno utilizzate per la ricerca, il
numero di pazienti, la metodologia dello studio proposta.
Ogni elemento di valutazione ottiene un punteggio che varia da parere
negativo a eccellente. Dalla somma di questi punteggi si ottiene il numero
che rappresenta il giudizio generale su un determinato progetto. Allora,
il comitato tecnico-scientifico sottopone alla Fondazione la graduatoria
delle proposte, dal primo all’ultimo dei giudicati. Su questa base,
che garantisce la qualità dei progetti e dei suoi proponenti,
il Consiglio di Amministrazione della Fondazione decide, in base ai fondi
stanziati, quante ricerche finanziare (per esempio le prime dieci nella
graduatoria godranno del sostegno economico).
5. Quali sono i principi
ispiratori del comitato scientifico della Fondazione?
Autonomia, rigore, scientificità.
La Fondazione ha infatti come core
business quello di promuovere
la ricerca scientifica seria e di qualità, in campo termale. Le
ricerche che vengono finanziate devono avere sin dalla loro presentazione,
i numeri per essere pubblicate su riviste scientifiche di qualità (cioè citate
sui motori di ricerca scientifica, dotate di fattore d’impatto).
6. Cosa succede alle ricerche
finanziate dalla Fondazione che vengono pubblicate sulle riviste internazionali?
Proprio per stimolare questo processo virtuoso nel campo della ricerca
medica termale, i gruppi di lavoro finanziati dalla Fondazione che ottengono
la pubblicazione su autorevoli riviste scientifiche internazionali, hanno
un’integrazione del finanziamento, cioè un premio aggiuntivo.
7. A parte il finanziamento,
qual è il valore aggiunto, per una ricerca, nell’avere
l’imprimatur della Fondazione?
Ottenere una dichiarazione pubblica che attesta che i fondi che un ricercatore
o un’istituzione hanno utilizzato per realizzare uno studio sono
stati erogati dalla Fondazione rappresenta un fiore all’occhiello
per chiunque voglia fare ricerca in ambito termale. Non a caso, quando
un lavoro viene pubblicato da una rivista scientifica, il ruolo della
Fondazione viene sempre sottolineato.
8. Perché è la
Fondazione stessa a decidere i temi delle ricerche da finanziare?
Perché il ruolo di questa istituzione non è solo quello
di sostenere economicamente la ricerca in ambito termale, ma anche quello
di indirizzarla, per colmare dei gap scientifici.
Un esempio: la Fondazione, in un bando, può decidere se il tema
delle ricerche che concorreranno al finanziamento sia specifico o molto
ampio. Se gli studi debbano concentrarsi su una specialità della
medicina termale (es. l’urologia, la dermatologia, etc.) o possano
coprire diverse tematiche, dall’otorinolaringoiatria alla farmacologia.
Ciò dipende dalla valutazione della Fondazione sullo stato della
ricerca termale in quel momento storico: c’è un campo che
non ha sufficienti lavori scientifici, pur essendo clinicamente rilevante?
La Fondazione lavorerà in quella direzione, nella speranza di
stimolare e generare buona ricerca in quell’ambito specifico e
colmare così anche
un “vuoto” scientifico. Infatti, fra i possibili bandi futuri,
c’è sicuramente la scienza di base. La ricerca che utilizza
farmacologicamente i principi attivi delle acque termali sulle cellule
in vitro per chiarire le basi molecolari dei loro effetti terapeutici.
Qui c’è ancora molta strada da fare.
9. Che ruolo hanno la stazioni
termali nella ricerca scientifica accreditata dalla Fondazione?
Le Terme, intese come aziende e stabilimenti, non possono accedere al
sistema di finanziamento della ricerca della Fondazione.
Possono però collaborare con i gruppi di ricerca che partecipano
ai bandi. Per esempio, se la divisione di reumatologia di un ospedale
vuole fare uno studio che prevede l’utilizzo dei fanghi come terapia,
può decidere di avvalersi di uno degli stabilimenti termali rinomati
per queste cure; ma non potrà mai essere un’azienda termale
a presentare o a gestire un progetto di ricerca.
Gli unici referenti
della Fondazione sono quindi i medici ricercatori e le Istituzioni sanitarie
e di ricerca biomedica. È indubbio
però come la medicina termale (e non solo essa), proprio grazie
agli stabilimenti, abbia un bacino d’utenza larghissimo e costante,
che permette il reclutamento di pazienti per gli studi scientifici che
non ha forse pari nel campo della ricerca.
Ecco perché i medici, termalisti e non, prendono spesso in considerazione
questo tipo di collaborazione per realizzare le loro ricerche.
10. Qual è il progetto
finale e più ambizioso della Fondazione?
La Fondazione ha la finalità e i mezzi per generare ricerca scientifica
di qualità: mediante i suoi risultati intende circoscrivere la
base scientifica del termalismo terapeutico, da distinguere finalmente
con chiarezza dagli altri aspetti – pur rilevanti, ma certo non
sotto il profilo biomedico – del termalismo.
La storia delle Terme è infatti un patrimonio enorme e tutto italiano,
che però ha un effetto collaterale: quello di dare al termalismo,
almeno a quello del passato, una patina di empirismo che lo fa spesso
considerare una “medicina” che forse fa bene, ma che probabilmente
non fa “male”. Una attenta analisi della letteratura scientifica
già oggi in molti casi dice il contrario: l’azione di Fondazione è volta
a potenziare questo aspetto.